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Che età avrai tra 20, 50, 80 anni? Hai mai pensato dove sarai? Cosa starai facendo? Travolti come siamo dalla contingenza del presente è difficile fare un “esercizio di futuro” e proiettarsi in ciò che verrà. Nel presente esistono innumerevoli potenzialità che possono generare innumerevoli futuri. 

Fortunatamente non ci è possibile sapere con esattezza come sarà il futuro. Però abbiamo la facoltà di immaginare i futuri possibili, distinguendo anche i futuri plausibili da quelli più probabili. E allora quale sarà il tuo futuro tra 20, 50, 80 anni? 

Il nostro futuro effettivo sarà la conseguenza delle scelte di oggi, quello che facciamo nel presente influenza ciò che accadrà domani. Vale la pena quindi prendere l’iniziativa, riconoscere la responsabilità individuale di fare in modo che le cose accadano, ed inquadrare – sin da oggi – cosa preferiamo che succeda nel nostro futuro. A meno che non vogliamo che sia qualcun altro a farlo per noi, ritrovandoci a recitare copioni scritti da altre persone, i genitori, i colleghi, la società.  

Come scrive Stephen R. Covey in The 7 habits of highly effective people, “Noi siamo responsabili della nostra stessa efficacia, della nostra felicità e in ultima analisi della maggior parte delle circostanze della nostra vita”. E allora possiamo da subito prendere le decisioni, compiere le azioni e trovare le risorse per far succedere proprio quel futuro che desideriamo o, almeno, uno che si avvicini ad esso il più possibile.  

Ma da dove cominciare? Il modo più efficace è iniziare dalla fine e lavorare a ritroso. Cominciamo quindi pensando ad una data nel futuro, apriamo una o più finestre temporali e – invece di ragionare subito su ciò che è plausibile o probabile, giusto o sbagliato, facile o difficile – iniziamo con quello che vogliamo che accada. La visione di chi vogliamo essere è la nostra più grande risorsa. Immaginiamo una visione personale che includa sogni sulla professione o lavoro, la famiglia, la salute fisica e spirituale, le relazioni, le finanze e il contributo che possiamo dare alla comunità. Qual è la direzione verso cui vogliamo andare? 

Chiediamoci anche che cosa dà un significato profondo alla nostra vita e quali sono i principi che vogliamo porre alla base delle azioni che faremo per esprimere ciò che vogliamo essere. 

I nostri principi sono la mappa interna che ci permette di vedere chiaramente dove vogliamo andare e quali valori mettere in moto per arrivare in cima alla nostra scala personale. Ma come ben sappiamo, se la scala non è appoggiata al muro giusto ogni passo che muoveremo su di essa non farà altro che portarci nel posto sbagliato. Siamo spesso cosi occupati a “fare”, a concentrarci su una modalità di gestione e di controllo delle cose, che rischiamo di perdere di vista la direzione, lo scopo per cui facciamo ciò che facciamo.

Fermati un attimo – se lo vuoi – e chiediti su quale muro si appoggia la scala che stai salendo oggi per muoverti verso il futuro che desideri domani. 

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English version below

How old will you be in 20, 50, 80 years? Have you ever thought where you will be? What will you be doing? Overwhelmed as we are by the contingency of the day-to-day it is difficult to make an “exercise of the future” and project ourselves into what is to come. In the present there are infinite choices and options that can generate countless futures.

Fortunately it is not possible to know exactly what the future will be like. But we have the faculty to imagine possible futures, also distinguishing plausible futures from the most probable ones. So what will your future be in 20, 50, 80 years?

Our actual future will be the consequence of today’s choices, what we do in the present influences what will happen tomorrow. It is therefore worthwhile taking the initiative, recognizing our personal responsibility to make things happen and frame, from today, what we prefer to happen in our future. Unless we don’t want someone else to do it for us, finding ourself reciting scripts written by other people, parents, colleagues, society.

As Stephen R. Covey writes in The 7 habits of highly effective people, “We are responsible for our own effectiveness, for our happiness and ultimately for most of the circumstances of our lives.” And then, we can immediately make decisions, take actions and find the resources to make happen that future we want or, at least, one that comes as close as possible to it.

But where to start? The most effective way is to start from the end and work backwards. Start by thinking of a date in the future, open one or more time-windows and – instead of immediately thinking about what is plausible or probable, right or wrong, easy or difficult – start with what we want to become. Our vision of who we want to be is our greatest asset. Imagine a personal vision that includes dreams about our profession or job, family, physical and spiritual health, relationships, finances and the contribution we can make to the community. What is the direction we want to go?

Also let’s ask ourselves what gives a profound meaning to our life and what are the principles we want to put at the base of our actions to become what we want to be.

Our principles are the internal map that allows us to see clearly where we want to go and what values ​​express to reach the top of our personal ladder. But as we all know, if the ladder is not leaning to the right wall every step we take will only lead us to the wrong place. We are often so busy “doing”, focusing on a way of managing and controlling the things we do, that we risk losing sight of the direction, the purpose for which we do what we do.

Stop for a moment – if you want it – look at the future you really want and ask yourself on which wall the ladder you are climbing today is leaning to.

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