English version follows

A tu per tu con Luigi Garavaglia, Assurance partner in KPMG. 
Uomo di relazioni, ha fatto di etica e indipendenza i principi della sua leadership professionale. Lo incontro negli uffici milanesi di una delle più grandi società di revisione al mondo e mi racconta le sfide di una professione che sta evolvendo, sempre più in tensione verso il nuovo. Parla di valori, comportamenti vissuti, aspettative.
L’importante è stare sul campo e dare il buon esempio, soprattutto nei momenti più critici.

Di seguito l’abstract dell’intervista

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Qual è la tua personale definizione di leadership?
Guidare un gruppo di persone verso un obiettivo comune seguendo il valore leading by example. Questo per me significa contribuire alla crescita e al progresso per le persone che lavorano con me ed essere un esempio nei momenti di forte complessità, trasmettendo fiducia, tranquillità e sicurezza.

Quando ti sei reso conto di essere stato accettato come leader?
In una particolare circostanza in cui i miei collaboratori mi hanno detto di riconoscere in me un esempio di impegno e determinazione e mi hanno ringraziato per essere stato presente. In quel momento ho percepito la loro stima e affetto.
Mi rendo conto di essere accettato nella mia leadership anche ogni volta che ricevo feedback positivi dai clienti che riconoscono in me un valore aggiunto, oltre al ruolo professionale di “revisore” dei loro bilanci. Non è così scontato essere percepiti come professionisti che possono realmente dare una mano.

Come fai ad ispirare fiducia nelle tue persone e a guidarne il cambiamento?
Restando sul campo. Questo significa essere spesso dai clienti con loro, affrontare le riunioni insieme e fare attività di coaching nei momenti di difficoltà e di stress.
Non mi piacciono gli yesmen, ho bisogno del confronto con persone che hanno il coraggio di proporre idee diverse dalle mie e spiegano il perché. Nei miei team da questo punto di vista ci sono persone molte preparate, propositivee ricche di contenuti professionali.  

Costruire un clima positivo è un fattore indispensabile per permettere alle persone di esprimere il proprio potenziale e crescere come professionisti e come individui. Cosa significa per te in pratica?
Andare a pranzo o a cena con il mio team, capire chi sono le persone che ho davanti ed essere molto aperto su tutto. Faccio domande sui loro hobby e interessi, mi piace capire cosa piace loro fare al di fuori del lavoro.

Agiamo quotidianamente in contesti di business in continua trasformazione. Come valorizzi le idee innovative e la creatività interna alla tua organizzazione?
Per me la sfida è riuscire a coniugare le novità del nostro business a procedure che sono molto rigide. Sono pronto a recepire le idee e l’attitudine mentale dei nostri giovani per poi verificare che queste siano in linea rispetto al nostro framework professionale. L’obiettivo è di fare evolvere la nostra professione adattandoci ad un sistema di data analitycs che, di fatto, offre la storia e l’analisi prospettica di una società.

KPMG è stata la prima tra le big audit firms a creare una carta dei valori. Se dovessi scegliere il singolo valore aziendale che, vissuto pienamente nelle tue azioni, avrebbe il maggiore impatto positivo sull’intera organizzazione quale sarebbe?
E perché?
Sicuramente l’etica professionale che viene trasmessa sin dall’inizio, nasce dall’educazione che dai alle tue persone nel momento in cui entrano in questa società e per tutta la loro vita professionale.
Anche qui torna il principio del leading by example. Non esercizio di potere, ma autorevolezza dimostrata quotidianamente con un comportamento irreprensibile dal punto di vista etico e di indipendenza rispetto ai clienti.

Qual è il ruolo prevalente del revisore? E cosa vogliono le aziende?
Abbiamo un ruolo di assurance verso il mercato e tutti gli stakeholders. I clienti si aspettano, oltre a questo, un ruolo in cui riusciamo ad essere propositivi, ad evidenziare le opportunità di miglioramento qualora ve ne siano e a fornire suggerimenti costruttivi.

KPMG continua ad attrarre professionisti di talento grazie alle opportunità di carriera, ma anche alla possibilità di lavorare in un contesto ispirato ad una cultura inclusiva che rispetta le persone. Quali sono le caratteristiche più apprezzate e ricercate oggi dai collaboratori più giovani?
Siamo al primo posto nella classifica “Universum Award 2018” nella categoria “Servizi Professionali”.
Sicuramente i giovani desiderano entrare a far parte di un brand riconosciuto e apprezzato dal mercato, poi vogliono imparare e lavorare in team, non cercano solo l’aspetto economico e vanno via se si accorgono che non stanno imparando abbastanza. La nostra professione crea figure molto richieste dal mercato e se falliamo in questo nostro ruolo i giovani se ne vanno.

Nel corso del 2017, KPMG ha investito oltre 1 miliardo di dollari in nuove soluzioni tecnologiche, acquisizioni e alleanze strategiche. La trasformazione digitale è oggi una realtà sotto gli occhi di tutti. Quali sono le sfide e le opportunità che vedi per il futuro?
Trovare un sistema di audit che risponda maggiormente alla possibilità di utilizzare i big data piuttosto che lavorare su campioni. Ciò vuol dire adattare le metodologie di revisione.
Crediamo e stiamo investendo in tecnologia perché dobbiamo variare il sistema di raccolta delle informazioni e di rendicontazione delle procedure di revisione. Allo stesso tempo dobbiamo rispondere ai Regulator aumentando la nostra qualità.
I risultati non saranno immediati per cui posso dire di vivere oggi un processo di transizione.

In Italia, da 60 anni, KPMG accompagna i processi di crescita delle imprese e del mercato. Come è cambiata la tua professione negli ultimi 10 anni e come evolverà?
Sicuramente c’è’ stata un’evoluzione epocale dal punto di vista tecnologico e di conseguenza è cambiato il nostro modo di assumere perché le persone che richiediamo oggi devono essere molto più skilled in tecnologie.
Non è modificata invece la percezione che il mercato ha di noi in termini di etica e di garanzia. Piuttosto è aumentata la nostra responsabilità e i rischi, si vedano anche gli scandali finanziari successi in diversi mercati.

Che cosa desideri per il tuo futuro di leader?
Lasciare il mio posto di socio a persone che ho contribuito a formare e a far crescere. Essere leader significa condividere le nostre relazioni professionali senza esserne gelosi, vorrei quindi lasciarle in eredità, affinché continuino.
La mia leadership professionale si esaurirà quando lascerò questa società ma un leader deve anche sapere reinventarsi, ed è quello che farò, magari, spero, con un po’ di tempo libero in più.

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English version  below

Face to face with Luigi Garavaglia, Assurance partner in KPMG.
A man with connections, he has made ethics and independence the principles of his professional leadership. I meet him in the Milan headquarter of one of the biggest auditing firms in the world and he tells me about the challenges of a profession that is evolving, more and more future-oriented. He speaks of values, behaviors, expectations. He is definitely out in the field and set a good example in the most critical moments.

Below is the abstract of the interview

What is your personal definition of leadership?
Leading people by example towards a common goal. For me this means contributing to growth and progress for the people who work with me and behaving as a model especially in difficult conjunctures, transmitting trust, calm and protection.

When did you realize you were accepted as a leader?
When my team told me I was an example of commitment and determination.
At that time I was going through a particularly difficult time, I had some serious problems with my eyesight following a delicate operation on the retina but I was still working on the monitor. In that circumstance, my team thanked me for being present and I perceived their esteem and affection.
I also realize that I am accepted in my leadership every time I receive positive feedback from clients who recognize added value in me, in addition to the professional role of “auditor”. Being perceived as a professional who can really help is not so obvious.

How do you inspire your team and drive change?
Staying out on the field with them, visiting clients together and coaching my team in stressful or difficult moments.
I do not like yesmen, I prefer to share ideas with people who have the courage to propose and explain a different point of view.  In my teams there are many well prepared, proactive and full of professional contents people.

Building a positive climate enables people to express their potential and grow both as professionals and as individuals. What does this mean for you in practice?
Going out for lunch or dinner with my team and being very open-minded. My generation is still a bit “vintage” on certain themes.
I ask questions about their hobbies and interests in order to understand what they like to do outside work.

We act in changing business contexts. How do you value innovative ideas and creativity within your organization? 
The challenge is being able to combine the novelties of our business with very rigid procedures. I am ready to accept innovation from young people and verify how it can be aligned with our professional framework.
Our goal is to make our profession evolve by adapting to data analytics systems that, in fact, offers the whole history and the prospective analysis of a company.

KPMG was the first among the big audit firms to create a charter of values. If you had to choose the single company value that, lived fully in your actions, would have the greatest positive impact on the whole organization which would it be? And why?
Surely the professional ethics. It is transmitted from the beginning, it comes from the education given to our people when they enter this society and throughout their professional life.
Here again, the principle of leading by example returns: not an exercise of power, but authoritativeness always demonstrated with an irreproachable behavior from the ethical point of view and independence with respect to customers.

What is the prevailing role of the auditor? And what do companies want?
We have a role of assurance towards the market and all the stakeholders. In addition to this, customers expect from us a proactive attitude to highlight opportunities for improvement whenever they exist and to provide constructive suggestions.

KPMG attracts talented professionals thanks to career opportunities and an inclusive culture that respects people. What are the most sought-after features by younger employees today?
We won the “Universum Award 2018” in the “Professional Services” category.  Surely young people want to become part of a recognized and appreciated brand but they also want to learn and work in a team.
They do not just look for the economic factor and will go away if they realize they are not learning enough. Our profession is very requested and if we fail in this role young people will leave.

In 2017, KPMG invested over $ 1 billion in new technology solutions, acquisitions, and strategic alliances. Digital transformation is an indisputable fact today. What are the challenges and opportunities you see for the future?
Finding an audit system that better respond to the possibility of using big data rather than working on samples.
This means adapting the revision methodologies. We believe and are investing in technology because we have to change the system about gathering information and reporting procedures.
At the same time, we must respond to Regulators by increasing quality. We are now living a transition and results will not be immediate.

In Italy, for 60 years, KPMG has been supporting the growth of companies and the market. How has your profession changed in the last 10 years and how will it evolve?
Surely there has been a big evolution from the technological point of view and as a result, the way we hire people has changed because we more and more look for technologies skills. Yet the perception by the market in terms of ethics and guarantees has not changed. Rather, if we consider the financial scandals occurred in recent times, our responsibility and risks have increased.

How do you see your future as a leader?
My future lies in how much I will be able to leave behind the legacy of my profession. Being a leader means sharing professional relationships and connections without being jealous so I would like to leave them as an inheritance.
My professional leadership will be exhausted when I leave this company but a leader must also reinvent himself, and that is what I will do, hopefully, having more free time.

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Versione integrale dell’intervista

Qual è la tua personale definizione di leadership?
Guidare un gruppo di persone verso un obiettivo comune che nel nostro caso è un obiettivo professionale. In KPMG la leadership viene vissuta come espressione di una lista di valori dichiarata, diffusa e messa in evidenza nei nostri uffici.
Il valore principale è leading by example che per me significa dare dei contributi di crescita e progresso per le persone che lavorano con me ed essere un esempio nei momenti di forte complessità, trasmettendo fiducia, tranquillità e sicurezza.
Esercitare la leadership in modo autoritario non pagherebbe se non accompagnata da questa condizione fondamentale del dare un buon esempio.
Questo vuol dire anche restare con i piedi per terra, ricordarsi sempre come siamo entrati, rimanere umili.

Quando ti sei reso conto di essere stato accettato come leader?
Quando i miei collaboratori mi hanno detto di riconoscere in me un esempio di impegno e determinazione. In quel periodo stavo attraversando un momento di particolare difficoltà, avevo dei grossi problemi alla vista in seguito ad un’operazione delicata alla retina ma lavoravo comunque attaccato al monitor.
In quella circostanza i membri del mio team mi hanno ringraziato per essere presente, manifestandomi che per loro è stato di grande valore ed esempio vedermi all’opera e ho percepito la loro stima e affetto.
Mi rendo conto di essere accettato nella mia leadership anche ogni volta che ricevo feedback positivi dai clienti che riconoscono in me un valore aggiunto, oltre al ruolo professionale di “revisore” dei loro bilanci.
Non è così scontato essere percepiti come professionisti che possono realmente dare una mano per cui, ogni volta che un cliente ti fa capire che sei stato particolarmente utile, è un importante riconoscimento.

Come fai ad ispirare fiducia nelle tue persone e a guidarne il cambiamento?
Restando sul campo. Questo significa essere spesso dai clienti con loro, affrontare le riunioni insieme e fare attività dicoachingnei momenti di difficoltà e di stress.
E’ un ruolo che mi viene abbastanza naturale, sono sempre stato una persona di relazioni, un organizzatore, curioso, pieno di interessi.
Come leader non mi piacciono gli yesmen, ho bisogno del confronto e accetto di buon grado il parere diverso dal mio sulle questioni tecniche o sulla risoluzione di problemi. Mi piace confrontarmi con persone che hanno il coraggio di proporre idee diverse dalle mie e spiegano il perché.
Nei miei team da questo punto di vista ci sono persone molte preparate, propositive e ricche di contenuti professionali.  

Costruire un clima positivo è un fattore indispensabile per permettere alle persone di esprimere il proprio potenziale e crescere come professionisti e come individui. Cosa significa per te in pratica?
Mi piace andare a pranzo o a cena con il mio team, capire chi sono le persone che ho davanti ed essere molto aperto su tutto, la nostra generazione è un po’ “vintage” su certi temi. Faccio domande sui loro hobby e interessi, mi piace capire cosa piace loro fare al di fuori del lavoro.

Agiamo quotidianamente in contesti di business in continua trasformazione. Come valorizzi le idee innovative e la creatività interna alla tua organizzazione?Dobbiamo essere assolutamente innovativi per rispondere al mercato ma al contempo siamo obbligati dalla nostra professione a processi ancorati al passato.
Per me quindi la sfida è riuscire a coniugare le novità del nostro business a procedure che sono molto rigide.
Abbiamo standard salvaguardati e dati protetti, tanti temi di riservatezza e sicurezza, e questo purtroppo riduce il nostro giudizio professionale.
Un revisore per sua formazione è abituato a lavorare in base a campioni statistici, oggi invece i ragazzi lavorano su una mole di dati sempre più ampia e più volta ai data analitycs.
Sono pronto quindi a recepire le idee e l’attitudine mentale dei nostri giovani per poi verificare che queste siano in linea rispetto al nostro framework professionale. L’obiettivo è di fare evolvere la nostra professione adattandoci ad un sistema di data analitycs che, di fatto, offre la storia e l’analisi prospettica di una società.

KPMG è stata la prima tra le big audit firms a creare una carta dei valori. Se dovessi scegliere il singolo valore aziendale che, vissuto pienamente nelle tue azioni, avrebbe il maggiore impatto positivo sull’intera organizzazione quale sarebbe? E perché?
Sicuramente l’etica professionale. Se ci prestassimo ad essere orientatio condizionati il nostro ruolo sociale e la nostra reputazione professionale verrebbe lesa in modo drammatico. Non dobbiamo quindi avere alcun condizionamento.
L’etica è trasmessa sin dall’inizio. Nasce dall’educazione che dai alle tue persone nel momento in cui entrano in questa società e per tutta la loro vita professionale.
Purtroppo non è così scontato, anche qui torna il principio del leading by example,  non esercizio di potere ma autorevolezza dimostrata quotidianamente con uncomportamento irreprensibile dal punto di vista etico e di indipendenza rispetto ai clienti.

Qual è il ruolo prevalente del revisore? E cosa vogliono le aziende?
Abbiamo un ruolo di assurance verso il mercato e tutti gli stakeholders.
Dobbiamo garantire che i bilanci e l’informativa siano in accordo con i principi di riferimento. Il mercato si attende quindi un ruolo di garanzia.
I clienti si aspettano, oltre a questo, un ruolo in cui riusciamo ad essere propositivi, ad evidenziare le opportunità di miglioramento qualora ve ne siano e a fornire suggerimenti costruttivi.

KPMG continua ad attrarre professionisti di talento grazie alle opportunità di carriera, ma anche alla possibilità di lavorare in un contesto ispirato ad una cultura inclusiva che rispetta le persone. Quali sono le caratteristiche più apprezzate e ricercate oggi dai collaboratori più giovani?
Siamo al primo posto nella classifica “Universum Award 2018” nella categoria “Servizi Professionali”.
Sicuramente i giovani desiderano entrare a far parte di un brand riconosciuto e apprezzato dal mercato, poi vogliono imparare e lavorare in team, non cercano solo l’aspetto economico e vanno via se si accorgono che non stanno imparando abbastanza. La nostra professione crea figure molto richieste dal mercato e se falliamo in questo nostro ruolo i giovani se ne vanno.

Nel corso del 2017, KPMG ha investito oltre 1 miliardo di dollari in nuove soluzioni tecnologiche, acquisizioni e alleanze strategiche. La trasformazione digitale è oggi una realtà sotto gli occhi di tutti. Quali sono le sfide e le opportunità che vedi per il futuro?
Trovare un sistema di audit che risponda maggiormente alla possibilità di utilizzare i big data piuttosto che lavorare su campioni. Ciò vuol dire adattare le metodologie di revisione.
Crediamo e stiamo investendo in tecnologia perché dobbiamo variare il sistema di raccolta delle informazioni e di rendicontazione delle procedure di revisione. Allo stesso tempo dobbiamo rispondere ai Regulator aumentando la nostra qualità.
I risultati non saranno immediati per cui posso dire di vivere oggi un processo di transizione.

In Italia, da 60 anni, KPMG accompagna i processi di crescita delle imprese e del mercato, Come è cambiata la tua professione negli ultimi 10 anni e come evolverà?
Sicuramente per evoluzione tecnologica, fino a 12 anni fa lavoravo ancora sulla carta e questa è un’evoluzione epocale.
E’ cambiato di conseguenza il nostro modo di assumere perché le persone che richiediamo oggi devono essere molto più skilled in tecnologie. Non è modificata invece la percezione che il mercato ha di noi in termini di etica e di garanzia.
Piuttosto è aumentata la nostra responsabilità e i rischi, si vedano anche gli scandali finanziari successi in diversi mercati.
Può accadere che vi siano degli incidenti professionali perché non sei stato sufficientemente attento ma l’importante è che tu non venga considerato negligente.
C’è da distinguere quindi l’errore professionale, che può capitare, dalla negligenza professionale.

Che cosa desideri per il tuo futuro di leader?
Il mio futuro sta nel quanto riuscirò a lasciare di eredità della mia professione. All’interno di una società professionale come KPMG essere leader è per un tempo determinato, in modo da creare lo spazio a quelli che vengono dopo.
Mi piacerebbe quindi lasciare il mio posto di socio a persone che ho contribuito a formare e a far crescere.
Essere leader significa condividere le nostre relazioni professionali senza esserne gelosi, vorrei quindi lasciarle in eredità affinché continuino.
La mia leadership professionale si esaurirà quando lascerò questa società ma un leader deve anche sapere reinventarsi, ed è quello che farò, magari, spero, con un po’ di tempo libero in più.

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English whole version below

What is your personal definition of leadership?
Leading a group of people by example towards a common goal that, in our case, is a professional goal.
In KPMG, leadership is seen as the expression of a list of declared values, disseminated and highlighted in our offices. The main value is leading by example and I express it by contributing to growth and progress for the people who work with me, behaving as a model especially in difficult conjunctures, transmitting trust, calm and protection.
An authoritarian leadership would not pay if not accompanied by this fundamental condition of setting a good example.
This also means keeping your feet on the ground and remaining humble.

When did you realize you were accepted as a leader?
When my team told me I was an example of commitment and determination.
At that time I was going through a particularly difficult time, I had some serious problems with my eyesight following a delicate operation on the retina but I was still working on the monitor. In that circumstance, my team thanked me for being present and I perceived their esteem and affection.
I also realize that I am accepted in my leadership every time I receive positive feedback from clients who recognize added value in me, in addition to the professional role of “auditor”.
Being perceived as professionals who can really help is not so obvious and every time a customer makes you understand that you have been particularly useful is an important recognition.

How do you inspire your team and drive change?
Staying out on the field with them, visiting clients together and coaching my team especially in stressful or difficult moments. It is a role that comes naturally enough to me because I have always liked building relationships, I am an organizer, I am curious and full of interests.
I do not like yesmen, on the contrary, I need to share ideas with people who have the courage to propose and explain a different point of view on technical issues or problem-solving. In my teams, there are many well prepared, proactive and full of professional contents people.

Building a positive climate enables people to express their potential and grow both as professionals and as individuals. What does this mean for you in practice?
Going out for lunch or dinner with my team and being very open-minded. My generation is still a bit “vintage” on certain themes but I ask questions about their hobbies and interests in order to understand what they like to do outside work.

We act in changing business contexts. How do you value innovative ideas and creativity within your organization?
We must absolutely innovate to respond to the market but at the same time, we are forced to processes still anchored in the past.
We deal with protected standards and data, many issues of confidentiality and security, and this, unfortunately, reduces our professional judgment.
An auditor is used to working on statistical samples, but today young people work more and more on data analytics. So the challenge is being able to combine the novelties of our business with very rigid procedures.
I am ready to accept ideas and innovations from young people and verify how these can be aligned with our professional framework. Our goal is to make our profession evolve by adapting to data analytics systems that, in fact, offer the whole history and the prospective analysis of a company.

KPMG was the first among the big audit firms to create a charter of values. If you had to choose the single company value that, lived fully in your actions, would have the greatest positive impact on the whole organization which would it be? And why?
Surely the professional ethics. If we were conditioned our social role and our professional reputation would be harmed in a dramatic way.  Therefore we must not have any conditioning.
Ethics is transmitted from the beginning, it comes from the education given to our people when they enter this society and throughout their professional life.
Here again, the principle of leading by example returns: not an exercise of power, but authoritativeness always demonstrated with an irreproachable behavior from the ethical point of view and independence with respect to customers.

What is the prevailing role of the auditor? And what do companies want?
We have a role of assurance towards the market and all the stakeholders.
We must ensure that financial statements and disclosures are in accordance with the reference principles.  In addition to this, customers expect us to be proactive in order to highlight opportunities for improvement whenever they exist and to provide constructive suggestions.

KPMG attracts talented professionals thanks to career opportunities and an inclusive culture that respects people. What are the most sought-after features by younger employees today?
We won the “Universum Award 2018” in the “Professional Services” category. Surely young people want to become part of a recognized and appreciated brand but they also want to learn and work in a team.
They do not just look for the economic factor and they will go away if they realize they are not learning enough. Our profession is very requested by the market and if we fail in this role young people will leave.

In 2017, KPMG invested over $ 1 billion in new technology solutions, acquisitions, and strategic alliances. Digital transformation is an indisputable fact today. What are the challenges and opportunities you see for the future?
Finding an audit system that better respond to the possibility of using big data rather than working on samples.
This means adapting the revision methodologies. We believe and are investing in technology because we have to change the system about gathering information and reporting procedures. At the same time, we must respond to Regulators by increasing quality.
We are now living a transition and results will not be immediate.

In Italy, for 60 years, KPMG has been supporting the growth of companies and the market. How has your profession changed in the last 10 years and how will it evolve?
Surely there has been a big evolution from the technological point of view and as a result, the way we hire people has changed because we more and more look for technologies skills. Yet the perception by the market in terms of ethics and guarantees has not changed.
Rather, if we consider the financial scandals occurred in recent times, our responsibility and risks have increased. There may be professional accidents because you have not been careful enough but it is important not to be considered negligent.
It is, therefore, necessary to distinguish the professional error, which can happen, from professional negligence.

How do you see your future as a leader?
My future lies in how much I will be able to leave behind the legacy of my profession. Within a professional society like KPMG, being a leader is for a certain time in order to leave room for those who come later.
Being a leader means sharing professional relationships and connections without being jealous so I would like to leave them as an inheritance.
My professional leadership will be exhausted when I leave this company but a leader must also reinvent himself, and that is what I will do, hopefully, having more free time.

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