English version follows

A tu per tu con Massimo Missaglia, CEO SB Italia. 
Emblema di azione e concretezza, ha le idee chiare, dice quello che pensa e divide le persone fra quelli che fanno accadere le cose e quelli che non le fanno accadere. Per lui è sempre l’insieme che porta al risultato perché da soli non si arriva da nessuna parte. Ma in questo non è interessato ad essere amico di tutti. La vera sfida di oggi? L’apertura mentale al cambiamento. 

Di seguito l’abstract dell’intervista

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Cosa significa per te essere leader?
Sapere disegnare una strada ma soprattutto essere concreto, definire obiettivi e azioni con tutto il team e fare in modo che vengano realizzati. Nel fare questo non sono interessato ad essere amico di tutti, non credo nemmeno in chi dice che non ha tempo. Se vuoi che una cosa accada il tempo lo trovi.

Quando ti sei reso conto di essere stato accettato come leader?
Un momento preciso non c’è. E’ il tempo che te lo fa capire, un segnale importante è che ci sono persone in azienda che lavorano con me da oltre 20 anni perché probabilmente ho trasmesso loro fiducia.

La comunicazione efficace è una qualità del buon leader. Qual è la tua strategia comunicativa? Come entri in comunicazione con le tue persone?
Mi adatto con il mio stile.  Non c’è una strategia valida per tutti e per tutte le situazioni. Nel mio caso è un po’ istinto e un po’ arte. Riesco ad essere molto direttivo ma anche adattivo entro certi limiti. Adatto quindi la mia comunicazione in funzione di chi ho di fronte e al risultato che voglio raggiungere.

Quali sono i tre principali valori su cui basi il rapporto con il tuo team?
Trasparenza, correttezza, risultati. Trasparenza perché è sempre meglio la verità, anche se sgradevole e non mi piace che passino idee, numeri, opinioni false. Poi ci sono la correttezza che è alla base di ogni rapporto e i risultati. Possiamo essere amici ed avere reciproca stima ma se non raggiungiamo il risultato concordato vuol dire che qualcosa non è andato nel verso giusto e va trovata una soluzione.

Si parla spesso di benessere lavorativo? Cosa significa per te?
Ho costruito la mia vita lavorativa sul concetto che per stare bene, le mie aspettative devono coincidere con le aspettative dell’azienda. Quando questo accade è facile creare un ambiente positivo in cui le persone danno il meglio e viene riconosciuto il loro valore. In caso contrario, separarsi è solo una questione di tempo.

Nel comparto della media e grande impresa SB Italia rappresenta una realtà riconosciuta che produce valore per i suoi clienti. Cosa rende SB Italia diversa rispetto ai suoi competitor? Qual è la sua qualità autentica?
Bisognerebbe chiederlo ai nostri clienti che ci vedono e ci valutano. Quello che io penso: la concretezza che deriva dal mio carattere e da quello di tutto il management, la solidità perché siamo un’azienda sana e gestita con il buon senso e la nostra competenza ventennale che aggiorniamo costantemente. Poi ci sono i casi di successo che parlano per noi e che rendono speciale quest’azienda.

La trasformazione digitale è sotto gli occhi di tutti. Quali sono le sfide e le opportunità che vedi per il futuro?
Sul digitale voglio basare le strategie del futuro. Digital transformation non è semplicemente automazione dei processi, vuol dire reimpostare e inventare nuovi modelli di business. La vera sfida risiede nella trasformazione prima di tutto del nostro mindset, l’apertura mentale al cambiamento. Ognuno in azienda deve ragionare sul modo in cui fa le cose e capire se, grazie alle potenzialità del digitale, può ottenere lo stesso risultato più velocemente e con più efficacia per poi discuterne con la propria Direzione.

Qual è lo speciale contributo di SB Italia all’evoluzione dell’ecosistema digitale?
Un modo concreto, non velleitario, di usare la tecnologia portando valore. Non abbiamo la pretesa di determinare l’andamento di mercato ma contribuiamo con la realizzazione di progetti concreti, aiutando i nostri clienti a cambiare, digitalizzare i loro processi e inventarne di nuovi per gestire il business. Un esempio è il progetto LAPAM, che consente agli iscritti di utilizzare tutti i servizi della loro associazione di appartenenza attraverso il proprio dispositivo mobile, trasmettendo i documenti contabili via scanner e risparmiando tempo e risorse. Un tema su cui sto spingendo pesantemente è anche la usability perché dobbiamo andare sempre di più nella direzione di fare le cose semplici. Un’applicazione ha tanto più successo quanto più è semplice e intuitiva.

Agiamo quotidianamente in contesti sociali e di business in continua trasformazione. Come valorizzi le idee innovative e la creatività interna alla tua organizzazione?
Mi piace mischiare le competenze dei più esperti e le prospettive dei più giovani.Non esiste un gruppo di pensatori isolati che partorisce l’innovazione. Tutti, ognuno nel proprio ruolo, hanno la possibilità, e direi anche il compito, di innovare e portare le nuove idee al management perché le validi e le applichi. L’utilizzo dei dispositivi mobili in tutti i workflow gestiti dalle nostre piattaforme documentali, per esempio, è stata una proposta delle nostre persone, non un’idea calata dall’alto quindi ma che ha generato innovazione e benefici per i nostri clienti.

Digital transformation è anche people transformation. In cosa consiste per te il lato umanistico del digitale?
Nella predisposizione alla capacità al cambiamento. Cosi come il successo di un’applicazione passa dalla semplicità d’uso, il successo della digital transformation passa anche, non solo, dall’attitudine al cambiamento delle persone. Non c’è cambiamento nei processi senza il cambiamento di mindset. Posso dire che quasi la totalità delle nostre risorse è con noi in questo cammino, gli altri seguiranno o forse sceglieranno altre strade.

Che cosa desideri per il tuo futuro di leader?
Sarebbe facile dire che vorrei stare su una spiaggia di un’isola caraibica a rosolarmi al sole ma non è vero. Sto lavorando per costruire un’organizzazione che funzioni bene e professionalmente vorrei continuare ad essere utile e contribuire in maniera significativa al buon andamento dell’azienda.

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English version below

Face to face with Massimo Missaglia, CEO of SB Italia.
Emblem of action and concreteness, he has clear ideas, says what he thinks and divides people between those who make things happen and those who do not. For him, results are always achieved by the team because one does not get anywhere playing alone. But he is not interested in being everyone’s friend. Today’s real challenge? Openness to change.

Below is the abstract of the interview.

What does it mean for you being a leader?
To know how drawing the way and above all to be concrete, to define goals and actions with the whole team and to make sure that goals are realized. In doing that I’m not interested in being everyone’s friend, I do not even believe people saying they have no time. You can always find the time if you want something to happen.

When did you realize you were accepted as a leader?
There is no precise moment. Time makes you understand. An important signal for me is that there are people in the company who have been working with me for over 20 years and probably that is because I‘ve been able to convey confidence.

Effective communication is a quality of a good leader. What is your communication strategy? How do you “get in touch” with your people?
I adapt with my style. No strategy is valid for everyone and for all situations. In my case, it is a mix of instinct and art. I can be very directive but also adaptive within certain limits. Therefore, my communication depends on who I am facing and the result I want to achieve.

What are the three main values on which you build the relationship with your team?
Transparency, correctness, results. Transparency because it is always better to say the truth, even if unpleasant.  Then correctness, that underlies every kind of relationship and results. We can be friends and have mutual esteem but if we do not reach the agreed result it means that something has not gone in the right direction and a solution has to be found.

People often talk about job well-being. What does it mean to you?
I built my working life on the concept that to be well, my expectations must coincide with the company’s expectations. When this happens, it is easy to create a positive environment in which people give their best and their value is recognized. Otherwise, separating is just a matter of time.

In medium and large business sector, SB Italia is recognized as a reality that produces value for its customers. What makes SB Italia different from its competitors? What is its authentic quality?
We should ask our customers who know us and can evaluate. I think one of our main qualities is concreteness that derives from my personal character and from all the management. Other qualities are solidity and competence, SB Italia is a solid company managed with common sense and we constantly update our twenty-year competence. Then there are our success stories that speak for us and make SB Italia special.

Digital transformation. What are the challenges and opportunities for the future?On digital, I want to base the strategies of the future. Digital transformation is not simply processes’ automation, it means resetting and inventing new business models. The real challenge lies first in a mindset transformation, it is a matter of being open to change. Everyone in the company should think about the way things are done now and how they can be done in a faster and more effective way thanks to digital potential. After that everyone should discuss new insights within his/her own team.

What is the special contribution of SB Italia to the evolution of the digital ecosystem?
A concrete way to use technology bringing real value. We do not pretend to determine market trends but instead to contribute to the implementation of concrete projects. We want to help our customers to change, digitize their processes and invent new ways to manage their business. An example is the LAPAM project, which allows subscribers to use a large range of services through mobile devices, transmitting, for example, accounting documents via scanner and saving time and resources. I am pushing a lot also on usability because we have to move more and more in the direction of making things simple. An application is as successful as it is simple and intuitive.

Business is in continuous transformation. How do you value innovative ideas and creativity within your organization?
I like to mix the skills of the most experienced and the prospects of the youngest. There is not a “think tank” who is entitled to innovate. Everyone, each in his/her own role, has the possibility and the task to produce and share innovation with the management so that new ideas can be validated and applied. The use of mobile devices in all our workflows, for example, is not an idea dropped from above. On the contrary, it is a proposal made by our people that generated big innovation and benefits for our customers.

Digital transformation is also people transformation. What is the humanistic side of digital?
Capacity for change. Just as the success of an application passes from the simplicity of use, the success of digital transformation also passes from the attitude to change people. There is no change in processes without a change of mindset and I can say that almost all of our people are with us on this journey, others will follow or perhaps choose other paths.

What do you want for your leader’s future?
It would be easy to say that I would like to stay on a beach on a Caribbean island to tan in the sun but it is not true. I am working to build an organization that works well and professionally I would like to continue to be useful and contribute significantly to the good performance of the company.

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Versione integrale dell’intervista

Cosa significa per te essere leader?
Fare accadere le cose. Fare in modo che le persone che ti riconoscono come leader possano raggiungere gli obiettivi stabiliti all’interno di una strategia definita.
Senza strategia non si va da nessuna parte, il disegno strategico ci deve essere perché per costruire ci vuole tempo. Questo vuol dire che devo prima definire con chiarezza dove voglio arrivare, poi nel mare mosso bisogna essere capaci di continuare ad adattare il percorso per fare accadere le cose.
Per me è importante sapere disegnare una strada ma soprattutto essere concreto, definire obiettivi e azioni con tutto il team e fare in modo che essi vengano realizzati. Nel fare questo non sono interessato ad essere amico di tutti, non credo nemmeno in chi dice che non ha tempo. Se vuoi che una cosa accada il tempo lo trovi.

Quando ti sei reso conto di essere stato accettato come leader?
Un momento preciso non c’è. E’ il tempo che te lo fa capire, un segnale importante è che ci sono persone in azienda che lavorano con me da oltre 20 anni perché probabilmente ho trasmesso loro fiducia.
Se poi posso azzardare, penso di avere avuto la percezione di essere un leader abbastanza da giovane, forse perché ho sempre saputo osare e tracciare una strada verso un obiettivo da raggiungere.

La comunicazione efficace è una qualità del buon leader. Qual è la tua strategia comunicativa? Come entri in comunicazione con le tue persone?
Mi adatto con il mio stile. Non c’è una strategia valida per tutti e per tutte le situazioni. Nel mio caso è una questione di istinto e di arte insieme. Riesco ad essere molto direttivo ma anche adattivo entro certi limiti, e per me direttivo non significa essere per forza un accentratore. Cerco di adattare la mia comunicazione a chi ho di fronte e al risultato che voglio raggiungere. A volte sono diretto, altre mediatore, altre ancora visionario.

Quali sono i tre principali valori su cui basi il rapporto con il tuo team?
Trasparenza, correttezza, risultati.
La trasparenza per me è intesa come chiarezza. Non mi piace passino idee, numeri, opinioni false, è meglio la verità, anche se sgradevole, e se perdo la fiducia in una persona, con me è difficile lavorare.
Poi c’è la correttezza che è alla base di ogni rapporto. I rapporti, per difficili e duri che siano, devono essere sempre corretti.
Altro principio fondamentale è il risultato. Possiamo essere amici ed avere reciproca stima ma se non raggiungiamo il risultato concordato vuol dire che qualcosa non è andato nel verso giusto e va trovata una soluzione. Il numero è asettico ma per definizione non soggetto ad opinioni. Per questo motivo in azienda non diamo mai obiettivi qualitativi che possono essere oggetto di interpretazioni diverse tra capo e collaboratore. Un numero è chiaro, sia esso un risultato di business inteso come fatturato o margine, produttività intesa come giornate lavorate o fatturate al cliente, o valori di customer satisfaction, si tratta sempre di un numero che riconosciamo entrambi.

Si parla spesso di benessere lavorativo? Cosa significa per te?
Il benessere sul lavoro passa attraverso un concetto win-win. Se gli interessi della persona e quelli dell’azienda coincidono allora si costruiscono soluzioni e situazioni in cui le persone si sentono bene e a loro agio. Se invece non c’è coincidenza di valori, obiettivi, interessi e modo di essere, separarsi è solo una questione di tempo.
Ho costruito la mia vita lavorativa sul concetto che per stare bene, le mie aspettative devono coincidere con le aspettative dell’azienda. Quando questo accade è facile creare un ambiente positivo in cui le persone danno il meglio e viene riconosciuto il loro valore.

Nel comparto della media e grande impresa SB Italia rappresenta una realtà riconosciuta che produce valore per i suoi clienti. Cosa rende SB Italia diversa rispetto ai suoi competitor? Qual è la sua qualità autentica?
Bisognerebbe chiederlo ai nostri clienti. Io penso che le nostre principali caratteristiche siano concretezza, solidità e competenza. Poi ci sono i casi di successo che parlano per noi.
La concretezza deriva dal mio carattere e da quello di tutto il management. Non promettiamo la luna ma realizziamo quello che ci impegniamo a fare e nei tempi concordati, questo vale sia per i clienti che per le nostre persone.
La solidità consiste nel fatto che siamo un’azienda sana, gestita sempre con il buon senso e senza voli pindarici.
La competenza all’interno dell’azienda è un’altra caratteristica importante. Abbiamo investito moltissimo in formazione tecnica, per esempio, e costruito nei nostri ambiti di offerta una competenza ventennale che aggiorniamo costantemente. Questo ci consente di capire le esigenze del cliente, individuare le opportunità per migliorare i processi, formulare offerte concrete e realizzare i progetti.
Poi ci sono i casi di successo che ci rendono speciali. Abbiamo clienti che hanno fiducia in noi da molti anni e ne siamo orgogliosi.

La trasformazione digitale è sotto gli occhi di tutti. Quali sono le sfide e le opportunità che vedi per il futuro?
Sul digitale voglio basare le strategie del futuro. La vera sfida è nella trasformazione prima di tutto del nostro mindset, l’apertura mentale al cambiamento.
Ognuno in azienda deve ragionare sul modo in cui fa le cose e capire se, grazie alle potenzialità del digitale, può ottenere lo stesso risultato più velocemente e con più efficacia per poi discuterne con la propria Direzione.
Un esempio per tutti, oggi siamo vicini alla scadenza dell’obbligo della fatturazione elettronica, senza falsa modestia in SB Italia ne parlavamo già dieci anni fa. Forse le aziende non avevano bisogno di aspettare l’obbligo di una normativa di legge ma pochi, anzi pochissimi, ci hanno pensato e siamo orgogliosi di avere sviluppato progetti in questo ambito in tempi non sospetti.
Digital transformation non è automazione dei processi, vuol dire reimpostare e inventare nuovi modelli di business.
Pensiamo per esempio – cito casi concreti realizzati per clienti del calibro di Manpower e Randstad – ai contratti di somministrazione firmati online come conclusione di una ricerca digitale che porta azienda e collaboratore ad incontrarsi online e a concludere un contratto in modo completamente digitale, la tecnologia è in continuo miglioramento, serve che le persone, dal management al singolo lavoratore, inneschino il cambiamento.
Non si può fermare il progresso, si può solo cavalcare quindi non vedo rischi se non rischi tecnici, il resto è inevitabile.
Le opportunità sono infinite e non credo nemmeno che digitalizzare significhi ridurre i posti di lavoro. A mio avviso significa invece spostare le risorse da attività a basso valore (per esempio le scansioni) ad attività a maggior valore (sviluppo e disegno di workflow digitali).
Certo, questo richiede fatica e impegno ma ne vale la pena sia per i singoli che per l’azienda e le organizzazioni.

Qual è lo speciale contributo di SB Italia all’evoluzione dell’ecosistema digitale?
Un modo concreto, non velleitario, di usare la tecnologia portando valore.
Non abbiamo la pretesa di determinare l’andamento di mercato ma contribuiamo con la realizzazione di progetti concreti, aiutando i nostri clienti a cambiare, digitalizzare i loro processi e inventandone di nuovi per gestire il business.
Un esempio è il progetto LAPAM che consente agli iscritti di utilizzare tutti i servizi della loro associazione di appartenenza attraverso il proprio dispositivo mobile, trasmettendo i documenti contabili via scanner e risparmiando tempo e risorse.
Un tema su cui sto spingendo pesantemente è anche la usability perché dobbiamo andare sempre di più nella direzione di fare le cose semplici. Un’applicazione ha tanto più successo quanto è semplice e intuitiva.
Pensiamo ai millennials in particolare, i giovani oggi crescono con la logica dell’intuizione per cui tutto deve essere immediato. Sul tema della usability non esiste ancora una cultura vera.

Agiamo quotidianamente in contesti sociali e di business in continua trasformazione. Come valorizzi le idee innovative e la creatività interna alla tua organizzazione?
Non abbiamo un vero e proprio “osservatorio” ma posso dire che siamo essenzialmente un’azienda di persone e che le nuove soluzioni e applicazioni sono il frutto delle idee e della creatività delle nostre persone.
Non esiste quindi un gruppo di pensatori isolati che partorisce l’innovazione. Tutti, ognuno nel proprio ruolo, hanno la possibilità, e direi anche il compito, di innovare e portare nuove idee al management perché le validi e le applichi.
L’utilizzo dei dispositivi mobili in tutti i workflow gestiti dalle nostre piattaforme documentali, per esempio, è una delle proposte delle nostre persone, non un’idea calata dall’alto quindi, che ha generato innovazione e benefici per i nostri clienti.
Mi piace mischiare le competenze dei più esperti e le prospettive dei più giovani. I ragazzi che lavorano qui di certo contribuiscono molto. Penso sia sempre l’insieme che porta il risultato non è mai il singolo. Solo con la condivisione e la consapevolezza di tutto il team possiamo raggiungere i risultati, da soli non andiamo da nessuna parte.

Digital transformation è anche people transformation. In cosa consiste il lato umanistico del digitale?
Nella predisposizione alla capacità al cambiamento. Così come il successo di un’applicazione passa dalla semplicità d’uso, il successo della digital transformation passa anche, non solo, dall’attitudine al cambiamento delle persone.
Per noi è importante fare in modo che l’impegno delle nostre persone sia valorizzato, che il lavoro sia sempre meno ripetitivo e automatico e che venga applicato sempre maggiore discernimento e intelletto. Ma oltre alla volontà e all’investimento aziendale in tecnologie ci vuole anche la volontà dei singoli nel partecipare attivamente al processo di cambiamento.
La natura umana tende a non voler cambiare soprattutto se si trova in una zona di comfort e questo non dipende solo da una questione d’età. Non c’è cambiamento nei processi senza il cambiamento di mindset delle persone. Posso dire che quasi la totalità delle nostre risorse è con noi in questo cammino, gli altri seguiranno o forse sceglieranno altre strade.

Che cosa desideri per il tuo futuro di leader?
Sarebbe facile dire che vorrei stare su una spiaggia di un’isola caraibica a rosolarmi al sole ma non è vero. Sto lavorando per costruire un’organizzazione che funzioni bene e professionalmente vorrei continuare ad essere utile e a contribuire in maniera significativa al buon andamento dell’azienda.

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English version below

What does it mean for you being a leader?
Make things happen. Making sure that people who recognize you as a leader can achieve the goals set within a defined strategy. Without a strategy you do not go anywhere, this means that I must first clearly define where I want to go, then in the rough sea, I must be able to adjust the route to make things happen.
For me, it is important to know how to draw a path but above all to be concrete, to define objectives and actions with the whole team and to make sure that goals are realized. In doing this I am not interested in being everyone’s friend, I do not even believe in those who say they have no time. You can always find the time if you want something to happen.

When did you realize you were accepted as a leader?
There is no precise moment, time makes you understand. An important signal for me is that there are people in the company who have been working with me for over 20 years and probably that is because I have been able to convey confidence. If I can hazard, I think I had the perception of being a leader quite young, perhaps because I always dared and set goals to be achieved.

Effective communication is a quality of a good leader. What is your communication strategy? How do you “get in touch” with your people?
I adapt with my style. No strategy is valid for everyone and for all situations. In my case, it is a mix of instinct and art. I can be very directive but also adaptive within certain limits and being directive does not mean being unwilling to delegate. Therefore, my communication depends on who I am facing and the result I want to achieve. Sometimes I am direct, other a mediator, others still a visionary.

What are the three main values on which you build the relationship with your team?
Transparency, correctness, results. Transparency because it is always better to say the truth, even if unpleasant. It is difficult to work with me when I have no trust in a person. Then there is correctness, that underlies every kind of relationship, difficult and hard it might be. The other main value is about results. We can be friends and have mutual esteem but if we do not reach the agreed result, it means that something has not gone in the right way and a new solution has to be found.
Numbers are aseptic but by definition, they are not subject to opinions. For this reason, in SB Italia we never give qualitative objectives that can be understood differently by boss and collaborator. A number is clear, whether it is a business result seen as turnover or margin, productivity considered as days worked or invoiced to the customer or customer satisfaction values. Numbers can be recognized by everybody.

People often talk about job well-being. What does it mean to you?
For me, well-being at work goes through a win-win concept. If the interests of the person and those of the company coincide, then they build solutions and conditions in which everybody feels good and at ease. If instead there is no coincidence of values, objectives, interests, and way of being, separating is only a matter of time.
I built my working life on the concept that to be well, my expectations must coincide with the company’s expectations. When this happens, it is easy to create a positive environment in which people give their best and their value is recognized.

In medium and large business sector, SB Italia is recognized as a reality that produces value for its customers. What makes SB Italia different from its competitors? What is its authentic quality?
We should ask our customers who know us and can evaluate. I think that our main qualities are concreteness, solidity, and competence, then there are our success stories. Concreteness derives from my personal character and from all the management team. We do not promise the moon but we realize what we are committed to doing in the agreed time, this applies to both our customers and our people.
Solidity means that we are a healthy company, always managed with common sense and without flights of fancy.
Competence is another important quality, we have invested a great deal in technical training, for example, and built up a twenty-year experience that we constantly update. This allows us to understand customer needs, identify opportunities to improve processes, formulate concrete offers and implement projects.
Then there are successful cases that make us special. Our customers have been trusted us for many years and we are proud of it.

Digital transformation. What are the challenges and opportunities for the future? On digital, I want to base the strategies of the future. The real challenge lies first in a mindset transformation, it is a matter of being open to change.
Everyone in the company should think about the way things are done now and how they can be done in a faster and more effective way thanks to digital potential. After that, everyone should discuss new insights within his/her team.
An example of all, today we are close to the expiry of the obligation of electronic invoicing, without false modesty in SB Italy we talked about it ten years ago.
Perhaps the companies did not need to wait for the legal obligation but few, indeed very few, have thought of it and we are proud to have developed projects in this area in not suspicious times.
Digital transformation is not simply processes’ automation, it is resetting and inventing new business models.
I am thinking for example of online signing contracts as the conclusion of a digital research that leads both company and collaborator to meet online and to build a partnership in a completely digital way (just to mention concrete cases of customers like Manpower and Randstad).
Technology is in continuous improvement and it is necessary that everybody, from management to the individual worker, trigger change.
Progress cannot be stopped, we can only ride it and I see no risks except technical ones, the rest is inevitable.
The opportunities are endless and I do not even think that digitizing means job cuts. In my opinion, it means moving resources from low-value activities (for example, scans) to higher value activities (development and design of digital workflows).
Of course, this requires big effort and commitment but it is worthwhile both for individuals and for organizations.

What is the special contribution of SB Italia to the evolution of the digital ecosystem?
A concrete way to use technology bringing real value.
We do not pretend to determine market trends but instead to contribute to the implementation of concrete projects. We want to help our customers to change, digitize their processes and invent new ways to manage their business.
An example is the LAPAM project, which allows subscribers to use a large range of services through mobile devices, transmitting, for example, accounting documents via scanner and saving time and resources.
I am pushing a lot also on usability because in this topic there is not yet a culture. An application is as successful as it is simple and intuitive, we have to move more and more in the direction of making things simple.
Look at millennials, young people are growing up in the logic of intuition, everything must be immediate. On the topic of usability, there is not yet a culture.

Business is in continuous transformation. How do you value innovative ideas and creativity within your organization?
We do not have a real observatory but I can say that we are essentially a company of people and that new solutions and applications are the results of the ideas and creativity of our people.
There is not a “think tank” who is entitled to innovate. Everyone, each in his/her own role, has the possibility and the task to produce and share innovation with the management so that new ideas can be validated and applied.
The use of mobile devices in all our workflows, for example, is not an idea dropped from above. On the contrary, it is a proposal made by our people that generated big innovation and benefits for our customers.
I like to mix the skills of the most experienced and the prospects of the youngest.
The guys who work here certainly contribute a lot. I think results are always achieved by sharing ideas and being aware. One does not get anywhere playing alone.

Digital transformation is also people transformation. What is the humanistic side of digital?
Capacity for change. Just as the success of an application passes from the simplicity of use, the success of digital transformation passes from the attitude to change people.
We focus on people’s commitment and encourage them to apply more and more discernment and intellect instead of repetitiveness and automatism. But in addition to the willingness and investment in technology, the will of individuals to actively participate in the process of change is fundamental.
People tend not to change especially if they are in their comfort zone, and this does not depend only on a question of age.
The fact is that there is no change in processes without a change of mindset and I can say that almost all of our people are with us on this journey, others will follow or perhaps choose other paths.

What do you want for your leader’s future?
It would be easy to say that I would like to stay on a beach on a Caribbean island to tan in the sun but it is not true.
I am working to build an organization that works well and professionally I would like to continue to be useful and contribute significantly to the good performance of the company.

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