Eggs or potatoes?

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C’era una volta un bambino. Appena venuto al mondo, la madre decide di darlo in adozione ma all’ultimo momento la famiglia designata preferisce adottare al suo posto una bambina. Viene preso in adozione quindi da un’altra coppia, meccanico lui, contabile lei.

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Durante la sua giovinezza dimostra difficoltà nel socializzare con i ragazzi della sua età e talvolta viene sospeso da scuola per problemi di comportamento. Si iscrive all’Università ma abbandona gli studi prima della fine del primo anno. Nel 1974 trova un impiego e nel 1978 ha una figlia che rifiuta di riconoscere. Viene licenziato nel 1985. Negli anni ha fatto uso di varie sostanze stupefacenti e nel 2003 scopre di essere affetto da una rara forma di tumore maligno.

Suo padre adottivo lo ha sempre reputato estremamente dotato. Nel 1986, anno in cui acquistò una società di produzione cinematografica, riconosce la figlia avuta nel 1978. Fra il 1991 ed il 1998 diventa padre per tre volte. Nel 1997 diventa CEO della società dalla quale era stato licenziato. Nel 2007 lancia un nuovo prodotto che, solo nei primi 200 giorni di vendita, conquista il 19% del mercato mondiale. Nel 2010 lancia un altro prodotto che rivoluzionerà la gestione e la visualizzazione di contenuti fino a quel momento cartacei.

“La stessa acqua bollente che ammorbidisce una patata, indurisce un uovo. E’ questione di che pasta sei fatto, non delle circostanze”.

Di fronte alle stesse avversità possiamo rispondere in modi diversi, possiamo indurirci o ammorbidirci, possiamo anche generare qualcosa di nuovo e di sorprendente.

Tutti possiamo incontrare momenti di difficoltà nella nostra vita. Cosa vogliamo fare allora? Molliamo o reagiamo guardando avanti? Come possiamo utilizzare gli insegnamenti del nostro passato e i nostri errori per diventare persone migliori?

Il 24 febbraio 1955 a San Francisco nasceva Steve Jobs: i prodotti lanciati da Apple sotto la sua gestione, sono conosciuti in tutto il mondo. L’innovazione cinematografica della Pixar Animations da lui gestita ha contribuito a rendere straordinari gran parte dei film di animazione che vediamo oggi.

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English version below

There was once a boy. As soon as he came to the world, his mother decides to give him to adoption but at the last moment, the designated family prefers to adopt another baby in his place. He is adopted by another couple, the father is a mechanic, the mother is an accountant.

During his youth, he finds difficulty in socializing with kids of his age and sometimes he is suspended from school for behavioral problems. He enrolls at the College but leaves his studies before the end of the first year. In 1974 he was employed and in 1978 he had a daughter but he refused to recognize her. He was fired in 1985. Over the years he has made use of various drugs and in 2003 he discovered he was suffering from a rare form of malignant tumor.

His adoptive father has always felt he was extremely gifted. In 1986, when he acquired a movie production company, he recognized his first daughter. Between 1991 and 1998 he became father three more times. In 1997 he became CEO of the company from which he was fired. In 2007 he launched a new product that, in the first 200 days of sales, conquered 19% of the world market. In 2010, he launches another product that will revolutionize the management and display of paper content up to that point.

“The same boiling water that softens a potato, hardens an egg. It’s not about the circumstances you are living but rather what matters is what you’re made of “.

Facing adversity we can respond in different ways, we can harden or soften, or we can create something new and surprising. We can all encounter difficult moments in our lives. What do we want to do then? Do we give up or react looking ahead? How can we use learnings from our past and our mistakes to become better people?

On February 24, 1955, in San Francisco, Steve Jobs was born. Products launched by Apple during his mandate are known around the world. Pixar Animations’ innovation contributes to the fascination of the most popular animated movies we watch today.

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The Choice

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L’altro giorno, in metropolitana, non ho potuto fare a meno di ascoltare stralci di un’inaspettata conversazione tra due giovani donne sedute accanto e a me. Non appena scesa, ripensando alle loro parole ed in particolare alla situazione raccontata da una delle due, mi sono detta: “In fin dei conti, deve solo convincere se stessa”.

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La più giovane si lamentava di una valutazione negativa ricevuta in ufficio. Sembrava molto risentita e non si sentiva affatto riconosciuta negli sforzi che faceva sul lavoro per essere sempre puntuale e precisa, a differenza di altri suoi colleghi.

Senza entrare nel merito della valutazione, il sentimento di delusione e di rabbia espresso da questa donna l’accomuna a molte altre persone che ricevono valutazioni simili in ufficio (e non solo). Accettare giudizi positivi sul proprio rendimento professionale è facile e ci entusiasma, ricevere critiche o spunti di miglioramento da parte degli altri, lo è molto meno. Spesso non siamo preparati e ci troviamo a rimuginare su ciò che ci è stato detto perdendo di vista i fatti.

Può succedere di focalizzarci solo su ciò che non va bene, tralasciando la semplicità delle scelte che portano alla soluzione. Prendiamoci invece il tempo di pensare in maniera calma ed imparziale alle critiche ricevute e stabiliamo degli obiettivi di miglioramento personali, concreti e raggiungibili.

E’ vero che ci sono molti aspetti della nostra vita che non possiamo controllare ma, d’altra parte, siamo noi i responsabili delle nostre azioni. Più agiamo per migliorare noi stessi, più aumenta ciò che dipende da noi.

Partiamo quindi da noi stessi. In situazioni come queste, è un lusso il non dover convincere nessun altro oltre a noi stessi, compito assai più facile che dover invece convincere al cambiamento altri attorno noi.

Sorrido, sorprendendomi a pensare al calcio, e più precisamente a quanto detto da Mr. Mihajlovic in una recente conferenza stampa che, considerato il mio scarso interesse per questo sport non avrei visto se non per la passione granata di mio marito: “L’atteggiamento che abbiamo avuto non dipende dall’avversario, come non dipende dall’avversario se il Toro gioca da squadra, e non dipende dall’avversario se il Toro lotta su ogni pallone, e non dipende dall’avversario se si sacrificano tutti, e non dipende dall’avversario se la squadra rimane concentrata per tutta la partita, così come non dipende dall’avversario se la squadra gioca sempre per vincere senza accontentarsi”.

Indipendentemente dagli altri e dal risultato finale, convincere noi stessi significa scegliere di spostare l’attenzione dal problema alle soluzioni. La soluzione spesso è nella nostra libertà di scelta. Alleniamoci per realizzarla.

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English version

Recently, in the subway, I could not help but hear a part of a conversation between two young women sitting next to me. As soon as I got down, thinking back to their words, and in particular to the situation told by one of them, I said to myself: “In the end, she just has to convince herself.”

The youngest was complaining to the friend of a negative evaluation received in the office. She seemed very disheartened and did not feel at all acknowledged for her efforts at work to be timely and precise, unlike other colleagues of her.

Without going into the merit of the evaluation received, the feeling of disappointment and anger expressed by this woman accompanies many other people who receive similar assessments in the office (and not only). Accepting positive evaluations of our professional performance is easy and exciting while receiving criticisms or ideas of improvement from others, it is not that easy. Often we are not prepared and we are overwhelmed with what we have been told by losing sight of the facts. It may happen that we focus only on what is not good, leaving out the simplicity of the choices that lead to the solution.

Let us, however, take the time to think calmly and impartially to the criticisms received and to establish personal, concrete and achievable improvement goals.

It is true that there are many aspects of our lives that we can not control but, on the other hand, we are the ones responsible for our actions. The more we work to improve ourselves, the more depends on us.

Let’s start by ourselves. In situations like these, it is a luxury not to have to convince anyone other than ourselves, which is much easier task than convincing others around us to change.

Surprisingly I thought about football, and more precisely about what Mr Mihajlovic said in a recent press conference that, considering my lack of interest in this sport, I would not have seen except for my husband’s passion for Torino FC: “The attitude that we have had does not depend on the opponent, it does not depend on the opponent if we play as a team, and it does not depend on the opponent if we chase every ball and it does not depend on the opponent if we sacrifice for the team, and it does not depend on the opponent if the team remains focused throughout the game, as it does not depend on the opponent if the team always plays to win without being satisfied”.

Regardless of the others and the final result, convincing ourselves means choosing to shift attention from the problem to the solutions. The solution is often in our freedom of choice. Let’s train us to realize it.

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Play your Inner Game (Gioca la tua partita interiore)

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Impariamo a superare i nostri limiti, solo così possiamo fare progressi verso i nostri obiettivi.

Ogni volta che siamo orientati a raggiungere i nostri obiettivi, sportivi o professionali, ci muoviamo all’interno delle due aree di gioco della mente e della realtà. E ogni volta dobbiamo gestire la nostra partita interiore.

Video: The legend of Usain Bolt, Official interview – The fastest man on the planet

La capacità di rimanere focalizzati e di indirizzare le proprie energie è alla base di ogni performance eccellente perché non lascia spazio ad emozioni e pensieri negativi, come la paura di non farcela o di essere giudicati.

La prestazione (il risultato esterno) è uguale alle potenzialità meno le interferenze interne”, spiega Tim Gallwey.

Come rimanere concentrati eliminando le interferenze interne, i dubbi, le scadenze da rispettare, il team da gestire?

Alcuni spunti per superare i limiti che noi stessi ci poniamo e per fare quel passo in più che ci consente di migliorare la nostra prestazione:

  • rimaniamo positivi con l’atteggiamento di chi pensa di “potercela fare” e interrompiamo giudizi negativi nei confronti di noi stessi;
  • concentriamoci sul momento presente senza pretese di risolvere, nello stesso momento, tutti i problemi della nostra vita;
  • costruiamo la nostra routine prima di affrontare il nostro compito, come gli atleti costruiscono la loro routine prima di iniziare una performance sportiva;
  • quando siamo stanchi, prendiamoci un minuto di tempo per staccare la spina e riprendere il lavoro con la giusta lucidità mentale.

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English version below:

Play your Inner Game

Learning to overcome our limits will make us progress towards our goals.

Whenever we are geared towards our goals, in sport or at work, we move within the two areas of mind and reality. Each time we have to manage our Inner Game.

The ability to stay focused and direct our energies is at the base of every excellent performance because it closes the road to negative emotions and thoughts such as fear of not making it or being judged.

Performance equals potential minus interference,” Tim Gallwey explains.

How to stay focused by eliminating internal interference, doubts, deadlines to be met, team to handle?

Some tips to overcome the limits we set ourselves and to make that extra step that allows us to improve our performance:

  • remain positive with the attitude of those who think ” I can do it” and stop negative judgments about ourselves;
  • concentrate on the moment and leave problems aside: we won’t be able to  solve all problems of our lives exaclty in that moment;
  • build our routine before tackling our task, like athletes build their own routine and repeat it before starting their performance;
  • when we are tired, take a minute to clear the plug and resume work with the right mental clarity.

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Quando è stata l’ultima volta che hai mangiato mindfulness?

Non saprei. La maggior parte dei miei pasti si svolge mentre spargo briciole di crackers sulla tastiera del pc, addento un panino prima di uscire oppure, nella migliore delle ipotesi, mentre persuado mio figlio di 4 anni dallo spalmare il ragù dei maccheroni sulla tovaglia.

 

donna che mangia al lavoro

Del mangiare consapevole, non ne ho esperienza. E invece ho scoperto che esiste, significa rallentare ed approcciarsi al cibo quotidiano con mente libera, lasciando spazio a tutti i sensi ed esplorando con curiosità i gusti, i profumi, la consistenza e perfino i pensieri e i sentimenti che emergono mentre mangi. Lo so, la pratica del mangiar consapevole richiede pazienza e autocontrollo ma gli effetti positivi sulla salute e sul benessere sono garantiti.

Uno degli esercizi più comuni sul mangiare consapevole, ideato da Jon Kabat Zinn, è conosciuto come l’esercizio dell’uva passa.

Ecco una breve versione che puoi provare:

  1. Prendi un acino di uva passa (va bene anche un altro pezzetto di cibo di piccole dimensioni) tienilo sul palmo della mano o tra pollice e indice, e concentrati su di esso. Osserva le pieghe e le asimmetrie, tocca la consistenza.
  2. Porta l’acino sotto al naso e annusa il profumo e l’aroma che ne scaturisce. Poni attenzione anche ai pensieri che ti vengono in mente e alle sensazioni che emergono.
  3. Avvicina lentamente l’acino alle labbra e posalo in bocca senza masticare, esplora le sensazioni che suscita in te. Quando sei pronto mastica l’acino. Fai esperienza del gusto che emana e delle sensazioni generate in bocca.

Solo alla fine ingoia l’acino. Concentrati su ciò che rimane dell’uva passa mentre scende nello stomaco, percepisci le sensazioni del corpo nel suo complesso.

Pensi non faccia per te? Rifletti sui benefici. Ti aiuta a mantenere il peso ideale e ad arginare la voglia di finire il barattolo del gelato avanzato quando sei giù di morale. Ma anche a trovare il tuo equilibrio, ad esprimere gratitudine e migliorare l’auto controllo in molti ambiti della tua vita, dalle attività di programmazione quotidiana alla gestione delle tue finanze nel lungo termine.

E il tuo acino di uva passa com’è?

 

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