Businesswoman, wife, ​and mother

English version follows 

C’era una volta una giovane donna che ha avuto un’intuizione. Da quell’idea geniale è nata un’App di successo che oggi è una realtà ben radicata e in piena evoluzione. Intervista a Sara Piccinini, moglie di Federico Peluso e founder di Soccerpass, il social network dei calciatori professionisti.

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Di seguito l’abstract:

Qual è la tua personale definizione di leadership?
Una persona estremamente credibile, dalla grande capacità comunicativa e che produce effetti attraverso le sue azioni.

Cosa pensi del tanto discusso rapporto tra femminilità e leadership nel mondo del business?
La donna ha per sua natura un grandissimo potere di scalare ogni area e settore del business. D’altronde organizzare la famiglia significa oppure no rispondere alle esigenze di una piccola azienda? Scherzi a parte, penso che le donne abbiano nel loro DNA una grande dote di organizzazione del lavoro e di problem solving. Questo aiuta molto nel percorso lavorativo.

Che cosa impedisce alle donne, ancora oggi, di salire ai vertici aziendali, di superare il “soffitto di vetro” e gli ostacoli che arrestano l’evoluzione della loro carriera?
La donna deve solamente rompere vecchi stereotipi. Sia quelli che ha di sè stessa sia quelli che gli altri hanno di lei.

Perché in Italia, così come in altri paesi europei, sono state emanate leggi per equilibrare la presenza di donne e di uomini alla guida delle aziende?
Per scardinare questo atteggiamento, ormai obsoleto, che limita la crescita del nostro Paese. Ammiro la presenza di modelli femminili forti per esempio nella politica internazionale. Donne che si sono affermate con ruoli diversi come il primo ministro tedesco o la ex first lady americana, e che possono essere da esempio per molte altre donne anche in Italia.

“Date alle donne occasioni adeguate ed esse potranno fare tutto” – diceva Oscar Wilde, cosa ne pensi?
Sono perfettamente d’accordo. Conosco donne molto determinate che sanno unire alla determinazione anche forti capacità di ascolto e di collaborazione. L’uomo è più plagiabile, forse ha maggiori capacità di fare gruppo mentre noi siamo più competitive nei confronti delle altre donne ma alla fine risultiamo più produttive e sappiamo correre anche da sole.

Imprenditrice, madre e moglie. Come riesci a far convivere questi ruoli?Strutturo il tempo rispondendo alle esigenze di tutti: del lavoro, del marito e dei figli. Occorre molta organizzazione, coadiuvata dall’aiuto della tecnologia. Penso a quei piccoli stratagemmi che mi aiutano ad organizzare meglio la mia giornata come la possibilità di ricevere la spesa direttamente a casa e l’uso del robot aspirapolvere (sorride, ndr).

Qual è la stata la sfida più grande che hai affrontato nell’affermare la tua società?
Lo scoglio economico. Purtroppo le start up in Italia non sono adeguatamente valutate e prese in considerazione. Pochissimi aiuti, quasi irraggiungibili. Sistemi burocratici molto arretrati e confusionari, accessibilità online difficoltosa, bandi europei e regionali poco pubblicizzati. Diciamo che vivere in un Paese che non crede nelle idee non aiuta molto.

La scelta più azzeccata che hai fatto?
Raccontare a mio marito (Federico Peluso, ndr) del progetto che avevo in mente.

C’è qualcosa che non vorresti più rivivere nel tuo ruolo di leader?
E’ importante per me il sostegno degli altri. Trovare qualcuno che crede nelle nostre intuizioni ci rende più forti. Niente è facile, ci può capitare di trovare tante persone favolose e tante altre no. Un episodio che mi ha moralmente distrutta è stato il comportamento sleale di una mia ex collaboratrice perché in quel caso vi era un forte legame affettivo. Se non fosse stato per quest’ultimo aspetto anche quell’episodio sarebbe stato semplicemente una delle tante questioni da risolvere.

In base a quali criteri selezioni il team di persone con cui lavori?
Professionalità e voglia di fare. Credo che in Italia le persone si siano convinte che il lavoro non c’è e quindi siano sfiduciate in partenza. Di sicuro non è facile ma quando si ha voglia di fare nascono le idee.

Cosa rende unica la tua azienda?
L’innovazione. Nel calcio non esiste un social network dedicato, un prodotto di questo genere.

Dove vuoi portare Soccerpass? Qual è l’evoluzione strategica?
Svilupparci all’estero e nello stesso tempo sviluppare il settore eventi per dare maggiore tangibilità alla piattaforma digitale e promuovere situazioni di incontro tra aziende, consumatori e media. Un bel progetto per il 2018. Vedremo come andranno le cose!

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English version below

Once upon a time, there was a young woman who had an intuition. From that brilliant idea was born a successful App that today is a deeply rooted reality and in full evolution. Interview with Sara Piccinini, wife of Federico Peluso and founder of Soccerpass, the social network of professional football players.

Below is the abstract:

What is your personal definition of leadership?
An extremely credible person, with a great communication skills and who produces effects through his actions.

What do you think of the much-discussed relationship between women and leadership in the business world?
By nature, women have a great power to scale every area and business sector. On the other hand, organizing the family doesn’t it mean responding to needs of a small company? Seriously, I think women have a great talent for work organization and problem-solving in their DNA. This helps a lot at work.

What prevents women, even today, from rising to top management, to overcome the “glass ceiling” and the obstacles that stop the evolution of their career?
Women have just to break old stereotypes. Both those who have of themselves and those that others have of women.

Why in Italy, as in other European countries, have been issued laws to balance the presence of women and men driving companies?
To undermine this obsolete attitude that limits the growth of our country. I admire the presence of strong female models for example in international politics. Women who have established themselves with different roles like the German prime minister or the former American first lady, and who can be an example for many other women in Italy too.

“Give women appropriate opportunities and they can do everything” – said Oscar Wilde, what do you think?
I’m perfectly in agreement with it. I know very determined women who can combine determination with strong listening and collaboration skills. Men are more plagiarists, perhaps they have greater ability to form a group while women are more competitive towards other women but in the end, we are more productive and know how to run alone.

Businesswoman, mother, and wife. How do you manage to live these roles?  Structuring time to match everyone’s needs: work, husband, and children. We need a lot of organization, assisted by the help of technology. In this regard, I think of those little tricks that help me to better organize my day as the possibility of receiving the shopping directly at home and the use of the robot vacuum cleaner (she smiles, ed.).

What was the biggest challenge you faced in affirming your company?
The economic funding. Unfortunately, start-ups in Italy are not adequately evaluated and taken into consideration. Very few aid, almost unattainable. Very backward and confusing bureaucratic systems, difficult online accessibility, European and Regional calls for tender with little publicity. Let’s say that living in a country that does not believe in ideas does not help much.

The best choice you’ve made?
Telling my husband (Federico Peluso, ed.) about the project I had in mind.

Is there anything you would not want to relive your role as a leader?
The support of others is important to me. Finding someone who believes in our intuitions makes us stronger. Nothing is easy, there can be so many fabulous people and many others not. An episode that has morally destroyed me was the unfair behavior of one of my former collaborators because in that case there was a strong emotional bond. Had it not been for this last aspect, that episode would have been simply one of the many questions to be solved.

Based on which criteria do you select the team of people you work with?Professionalism and will to make things happen. I believe that in Italy people are convinced that work is not there and therefore they are discouraged at the start. It’s certainly not easy but when you want to make things happen, ideas come to life.

What makes your company unique?
Innovation. In football, there is not a dedicated social network, a product of this kind.

Where do you want to bring Soccerpass? What is the strategic evolution?Develop abroad and at the same time develop in the events sector to give greater tangibility to the digital platform and promote situations of meeting between companies, consumers, and the media. A nice project for 2018. We’ll see how things will go!

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Versione integrale dell’intervista

Qual è la tua personale definizione di leadership?
Una persona estremamente credibile, dalla grande capacità comunicativa e che produce effetti attraverso le sue azioni.

Cosa pensi del tanto discusso rapporto tra femminilità e leadership nel mondo del business?
Per me è importante scardinare stereotipi storici che vedono reclusa la donna nel ruolo di madre, donna di casa e con prole al seguito. Soprattutto in certi settori lavorativi la figura dell’uomo ingessato con la sua 24 ore in mano è da sempre portata in auge da media e da autorevolissimi businessmen che rappresentano la categoria. Trovo invece che la donna abbia nella sua natura un grandissimo ed innato potere di scalare ogni area e settore del business. D’altronde organizzare la famiglia significa oppure no, rispondere alle esigenze di una piccola azienda? Scherzi a parte credo che una donna abbia nel proprio DNA una grande dote di organizzazione del lavoro e di problem solving. Questo aiuta molto nel percorso lavorativo.

Che cosa impedisce alle donne, ancora oggi, di salire ai vertici aziendali, di superare il “soffitto di vetro” e gli ostacoli che arrestano l’evoluzione della loro carriera?
La donna deve solamente rompere vecchi stereotipi. Sia quelli che ha di sè stessa sia quelli che gli altri hanno di lei.

Perché in Italia, così come in altri paesi europei, sono state emanate leggi per equilibrare la presenza di donne e di uomini alla guida delle aziende?Sicuramente per scardinare questo atteggiamento, ormai obsoleto e che limita molto la crescita del nostro Paese. Ammiro la presenza di modelli femminili forti per esempio nella politica internazionale. Donne che si sono affermate con ruoli diversi come il primo ministro tedesco o la ex first lady americana, e che possono essere da esempio per molte altre donne anche in Italia.

“Date alle donne occasioni adeguate ed esse potranno fare tutto” – diceva Oscar Wilde, cosa ne pensi?
Sono perfettamente d’accordo. Non solo potranno fare tutto, aggiungerei che potranno aiutare tutti a crescere e produrre innovazione. Le donne sono una risorsa importantissima del nostro Paese sia da un punto di vista numerico che qualitativo. Sono per natura dotate della capacità di arrivare prima alle soluzioni. Conosco donne molto determinate che sanno unire alla loro determinazione anche forti capacità di ascolto e di collaborazione. L’uomo è più plagiabile, forse ha maggiori capacità di fare gruppo rispetto alle donne mentre noi siamo più competitive nei confronti delle altre donne ma alla fine risultiamo più produttive e sappiamo correre anche da sole.

Imprenditrice, madre e moglie. Come riesci a far convivere questi ruoli?
Io cerco di strutturare il tempo, le giornate e l’anno rispondendo adeguatamente alle esigenze di tutti: del lavoro, del marito e dei figli. Occorre molta organizzazione, coadiuvata dall’aiuto della tecnologia. Penso a questo proposito a tutti quei piccoli stratagemmi che mi aiutano ad organizzare meglio la mia giornata come la possibilità di ricevere la spesa direttamente a casa per esempio e l’uso del robot aspirapolvere (sorride, ndr). Importantissimo per me anche l’aiuto che ricevo dagli altri membri della famiglia.

Qual è la stata la sfida più grande che hai affrontato nell’affermare la tua società?
Lo scoglio economico. Purtroppo le Start up in Italia non sono, ad oggi, adeguatamente valutate e prese in considerazione. Pochissimi aiuti, quasi irraggiungibili. Sistemi burocratici molto arretrati e confusionari, accessibilità online difficoltosa, bandi europei e regionali poco pubblicizzati. Non tutti, inoltre, possediamo le competenze tecniche per comprendere e gestire certi meccanismi. Spesso è necessario quindi rivolgersi a consulenti e altri professionisti, con un ulteriore dispendio economico. Diciamo che vivere in un Paese che non crede nelle idee non aiuta molto.

La scelta più azzeccata che hai fatto?
Raccontare a mio marito (Federico Peluso, ndr) del progetto che avevo in mente.

C’è qualcosa che non vorresti più rivivere nel tuo ruolo di leader?
A dire la verità non mi sento una leader ma credo di sentirmi “viva”. Mi definirei più che altro una persona molto attiva che intende trasmettere positività agli altri. Mi piace lavorare in gruppo e non essere il capo. E’ importante per me il sostegno degli altri. Trovare qualcuno che crede nelle nostre intuizioni ci rende più forti. Niente è facile, ci può capitare di trovare tante persone favolose e tante altre no. Un episodio che mi ha moralmente distrutto è stato il comportamento sleale di una mia ex collaboratrice perché in quel caso vi era un forte legame affettivo. Se non fosse stato per quest’ultimo aspetto anche quell’episodio sarebbe stato semplicemente una delle tante questioni da risolvere.

In base a quali criteri selezioni il team di persone con cui lavori?
Il mio team ideale è composto da persone che dimostrano professionalità e voglia di fare. Credo che in Italia le persone si siano convinte che il lavoro non c’è e quindi siano sfiduciate in partenza. Di sicuro non è facile ma quando si ha voglia di fare nascono idee, si entra in contatto con realtà nuove e che probabilmente non ci si aspettava di conoscere.

Cosa rende unica la tua azienda?
L’innovazione. Nel calcio non esiste un social network dedicato, un prodotto di questo genere. 

Dove vuoi portare Soccerpass? Qual è l’evoluzione strategica?
Vorrei portare Soccerpass all’estero. La strategia che ad oggi stiamo strutturando è di entrare in contatto e sinergia con un importante incubatore di Start up. Stiamo sviluppando anche l’area eventi per dare tangibilità alla piattaforma digitale e promuovere situazioni di incontro tra aziende, consumatori e media. Un bel progetto per il 2018. Vedremo come andranno le cose!

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4 Replies to “Businesswoman, wife, ​and mother”

  1. Intervista molto piacevole e scorrevole!
    E’ sempre bello leggere di Start Up che riescono a rimanere sul mercato con successo. Soprattutto quando non perdono “strada facendo” la voglia di innovarsi ed innovare.

  2. “Intervista a Sara Piccinini, moglie di Federico Peluso e founder di Soccerpass” quindi il fatto che sia moglie di qualcuno è più importante del progetto di cui si parla, giusto? Ed il bello è che l’articolo l’ha scritto pure una donna…

    1. Grazie Paolo Pallino per il tuo punto di vista e per il tuo sostegno alla leadership femminile. Menzionare il marito di Sara significa semplicemente indicare la persona che, per prima, ha creduto nel progetto di Sara e l’ha sostenuta nel suo successo. Ometterlo avrebbe significato raccontare la vicenda in maniera incompleta e faziosa. Personalmente credo che differenziazioni di genere in questo caso siano fuori luogo. Per qualcuno essere leader vuol dire anche saper condividere con gli altri, soprattutto con chi ti è più vicino, e contare su di loro.

Tu cosa ne pensi