Women vs men? (Femmine contro maschi?)

English version follows

New York, tarda mattinata. Mi trovo in South Manhattan alla ricerca di un luogo per pranzare e di un’alternativa decente all’incalzante richiesta dei miei figli: “mamma, vogliamo un hot dog!” (tanto per cambiare). Ma prima devo assolutamente far vedere loro il celebre toro di Wall Street. Mi faccio strada fra la folla di turisti e, proprio di fronte all’imponente toro, scorgo lei: “The fearless girl” (nella foto). La scultura realizzata dall’artista Kristen Visbal raffigura una bambina con i pugni sui fianchi in segno di sfida.

Doveva essere un’installazione temporanea e invece rimarrà in quella sede fino ad aprile 2018 per ricordare, come ha dichiarato il sindaco di New York, Bill De Blasio – “l’importanza delle donne nelle posizioni di leadership”.

Sembra infatti che la leadership femminile corrisponda meglio alle esigenze del futuro: meno autorità e hard skills, più partecipazione e flessibilità.

statua bambina

Ma è davvero così e, soprattutto, si può parlare di un modello di leadership femminile?

Senza cadere nella trappola delle generalizzazioni, sappiamo che esistono caratteristiche ritenute tipicamente “femminili” quali l’ascolto, l’empatia, la condivisione, e caratteristiche tipicamente “maschili” come  l’orientamento al risultato, il potere, l’ambizione.

In realtà, l’esperienza ci insegna che ciascuno di noi è diverso ed esprime il suo stile di leadership unico e personale. Ci sono leader che basano il loro rapporto con i collaboratori su leve emozionali e che sono capaci di infondere al gruppo qualche forma di visione o ispirazione che li motiva a trascendere i comuni obiettivi di prestazione e a compiere uno sforzo ulteriore nell’interesse collettivo.

Ci sono leader molto più reattivi, che comandano e controllano, che intervengono nel momento in cui compare un problema oppure si limitano a specificare condizioni e ricompense che il team riceverà se raggiungerà gli obiettivi prestabiliti.

James Mac Gregor Burns parlava di leadership trasformazionale e transazionale. Uno stile partecipativo e collaborativo, il primo, uno stile direttivo che si basa sulla relazione dare-avere e sulle gerarchie, il secondo.

Due approcci agli antipodi che generano riflessi molto diversi anche sulla struttura organizzativa.

Lo stile trasformazionale risulta molto efficace nelle moderne organizzazioni, sempre più orientate a costruire le relazioni nel segno della collaborazione, della condivisione e dell’ingaggio delle risorse. Mentre lo stile transazionale funziona in contesti lavorativi nei quali l’incentivo è ancora l’elemento chiave per il perpetrarsi di comportamenti produttivi a scapito di quelli non premiati.

Nulla vieta ad un leader – uomo – di adottare uno stile trasformazionale né ad un leader – donna – di esprimere uno stile transazionale. Quindi, al di là delle caratteristiche e delle differenze di genere, a mio avviso la leadership che funziona è quella che sa essere aperta al cambiamento e alla gestione delle molteplici variabili che sono contemporaneamente in gioco in una data organizzazione. E’ quella leadership che si adopera per una progressiva trasformazione culturale ed organizzativa, con il coraggio e l’attitudine a sperimentare nuove soluzioni.

La prossima domanda è: tu quanto sei conservativo e quanto sei disposto a cambiare le regole del gioco?

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English version below

Women vs men?

New York, late morning. I am in South Manhattan looking for a place to have lunch and mostly a decent alternative to the urgent request of my kids: “Mom, I want a hot dog!” (for a change). But first I want to show them the famous bull in Wall Street. I make my way through the crowd and, just opposite the impressive bull, I see her: “The fearless girl”. The sculpture by Kristen Visbal shows a little girl with her fists on her hips in a sign of defiance. It was supposed to be a temporary installation, instead it will stay there until April 2018 to recall “The importance of women leadership positions“, as stated by New York Mayor, Bill De Blasio.

It seems that female leadership fits better to the needs of the future: less authority and hard skills, more involvement and flexibility. But is it really so and, above all, can we speak of female leadership model?

Without falling into generalizations, there are typical feminine characteristics such as listening, empathy, sharing and male features as orientation to results, power and ambition.

In real life we all are different and we express our unique and personal leadership style. There are leaders who base their relationship with employees on emotional levels, inspiring the group and motivating people to transcend the common performance goals toward a further effort in the collective interest. Reactive leaders instead control, react when they see issues, or set conditions and rewards for the team if objectives are reached.

James Mac Gregor Burns spoke about transformational and transactional leadership, defining participatory and collaborative style, the first, while based on hierarchies and on debit-credit the second. Two opposite approaches to organization and team dynamics.

Transformational leadership style is very effective in modern organizations that are increasingly focused on building collaborative relationships, sharing ideas and engaging resources. Transactional style works better when the incentive is still the key element to reach productive behavior.

Nothing prevents a male leader to adopt transformational style nor a female one to express transactional style. Beyond the characteristics and gender differences, I think the best leadership consists on adapting to multiple variables of an organization. Leadership should be engaged to a progressive evolution of a group, with courage and ability to experiment new solutions and new styles.

The next question is: how much are we willing to change the rules of the game?

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6 Replies to “Women vs men? (Femmine contro maschi?)”

  1. Articolo molto interessante! A prescindere dalle differenze di sesso che caratterizzano il leader, l’essere resiliente è la chiave del vero successo. Le modalità con cui si affrontano le varie situazioni devono avere alla base la capacità di adattamento.

  2. Un leader, maschio o femmina che sia, deve essere innovatore, carismatico, un bravo comunicatore, saper motivare e stimolare, diventare un modello di riferimento e quindi deve avere le caratteristiche di una leadership trasformazionale.

  3. Questo articolo mi è piaciuto particolarmente.
    Senza dubbio mi ritrovo nella considerazione finale.
    Sapersi migliorare e adattare alle circostanze è fondamentale. Questo è si vero per il tema della leadership, ma altrettanto vero anche in altre tematiche
    Come disse un notissimo biologo: “Non è la specie più forte che sopravvive, né la più intelligente, ma quella che più si adatta al cambiamento”

    1. Sono molto d’accordo con te Matteo. Le persone che più hanno successo sono quelle capaci di adattarsi ai cambiamenti di qualsiasi tipo, sia che si tratti di una crisi economica mondiale che di un giorno di pioggia che ci rovina i piani per il fine settimana. Non è sempre facile essere flessibili, spesso ci blocchiamo di fronte a qualcosa di inaspettato o di nuovo per pigrizia o per paura di uscire dalla nostra zona di comfort. E invece la flessibilità passa proprio attraverso la rottura degli schemi che viviamo ogni giorno. Come disse un noto scienziato: ” Se fai sempre le stesse cose, otterrai sempre gli stessi risultati” 🙂

  4. Trovo che l’articolo è la giusta riflessione di quest’epoca, in cui l’emancipazione femminile sta conquistando sempre più spazio.

Tu cosa ne pensi